Campagne galliche di Giuliano

Per campagne galliche di Giuliano si intendono tutti gli eventi bellici che videro la sconfitta e la cacciata dalla Gallia degli Alemanni, una tribù germanica che più volte, nel corso del IV secolo d.C., superò, invadendo, i confini dell’Impero romano. Il giovane Flavio Claudio Giuliano, passato poi alla storia come “Giuliano l’Apostata”, di dichiarata fede pagana, si rese protagonista in gioventù con queste campagne militari che misero subito in luce le sue brillanti doti di comandante.

Campagne galliche di Giuliano
Campagne galliche di Giuliano

Campagne galliche di Giuliano, contesto:

Le campagne galliche di Giuliano iniziarono nel 355 d.C., quando l’imperatore Costanzo II, reduce da una sanguinosa guerra civile col rivale Magnenzio, si ritrovò ad affrontare un’invasione barbarica da parte di Alemanni e Franchi, che approfittarono del momento di grande confusione che attraversava l’impero.  In un primo momento l’incarico di bloccare i barbari invasori fu affidato al generale Severo, ma quest’ultimo si ribellò costringendo l’Imperatore Costanzo II a mandare in Gallia il giovane cugino Flavio Claudio Giuliano, forse nella speranza che fallisse per potersi facilmente liberare di uno scomodo pretendente al trono. Contro ogni pronostico però, Giuliano ne uscì completamente vittorioso, e sotto la sua gestione la Gallia ritornò ad un nuovo periodo di prosperità, grazie soprattutto alle riforme finanziarie ed amministrative del giovane Giuliano, che donò a quei territori sei anni di pace, che tuttavia  si interruppero nel 366 d.C., dopo la sua morte, dopo una nuova cruenta invasione, che fu respinta con difficoltà da Valentiniano I.

Campagne galliche di Giuliano, le invasioni degli Alemanni:

Le campagne galliche di Giuliano contro i barbari  possono sostanzialmente dividersi in due periodi. In un primo momento le forze romane risultano gravemente indebolite nel numero e minate nel morale a causa delle perdite umane e delle sconfitte subite nel corso della guerra civile, dai trasferimenti di truppe verso altri fronti, dall’aggressività dei barbari, e dalle insurrezioni militari.  La stagione bellica degli anni 356 e 357 d.C., fu particolarmente intensa e impegnativa, e proprio nel primo di queste due annate, la celebre battaglia di Reims vede sconfitti i romani in difficoltà., ma con il progressivo ripristino delle proprie forze i romani, non solo riescono a resistere agli attacchi, ma riescono anche a ristabilire la frontiera renana e la prima fase del conflitto si conclude nel 357 d.C., con l’importante e decisiva battaglia di Strasburgo, dove i legionari riescono nell’impresa di sbaragliare completamente le orde barbariche. Questa prima fase del conflitto mostrò la ferrea volontà del giovane condottiero di strappare l’iniziativa al nemico, di ingaggiare battaglia ogni volta che se ne presentasse l’occasione, dando prova tra l’altro di notevole coraggio personale.

Campagne galliche di Giuliano, prima fase del conflitto:

355 d.C. Flavio Claudio Giuliano arriva in Gallia e fissa il suo quartier generale nella città di Reims,  la sua prima mossa fu di attaccare e sconfiggere un gruppo di Alemanni nei pressi di Vienne, dove poi si stabilì per l’inverno. Non risultano in quell’anno altre particolari operazioni militari.

356 d.C.  Giuliano seppe che l’insediamento di Augustodunum (odierna Autun) era sotto assedio da parte di un consistente gruppo di barbari, prese così 8.000 legionari e  corse il rischio di attraversare una strada che passava per le foresta, cogliendo di sorpresa i barbari. Questo fu il primo consistente successo della campagna. Dopo ciò, Giuliano radunò l’esercito a Reims, e da lì cominciò una nuova campagna militare contro i Franchi, che, alleati degli Alemanni, avevano occupato la città di Colonia. Dopo aver sconfitto gli Alemanni in battaglia lungo il Basso Reno, riprese Colonia e stipulò una pace con i franchi, dividendo in due gli invasori in modo da dedicare tutti gli sforzi contro gli Alemanni. Per l’inverno, Giuliano si stabilì a Saverne, ma gli Alemanni lo attaccarono lungo il tragitto verso Reims, dove venne sconfitto. Giuliano, si ritirò quindi a Saverne con i pochi uomini sopravvissuti, e li resistette per alcuni mesi. Il generale Marcello, che aveva a sua disposizione 5000 uomini non gli portò aiutò, isolando così di fatto Giuliano che tuttavia sconfisse gli Alemanni. Il generale Marcello venne accusato di tradimento e sostituito con Severo, un ufficiale più valido, che portò aiuto aal giovane cesare alla fine dell’anno.

Campagne galliche di Giuliano, la battaglia di Strasburgo.
Campagne galliche di Giuliano, la battaglia di Strasburgo.

357 d.C. In questo anno l’Imperatore Costanzo II pianificò una campagna militare ben precisa, ordinando a Giuliano di muovere da Reims con 15.000 soldati nel tentativo di spingere gli Alemanni in direzione delle truppe guidate dal magister equitum Barbazione, che con circa 25.000 effettivi avrebbe avuto il compito di ricacciare i barbari oltre il Reno. I fatti però si svolsero in maniera diversa, i barbari infatti si riversarono in massa nella valle del Rodano minacciando l’importante centro di Lugdunum (Lione).  Gli Alemanni intrappolati nella valle del Rodano, non riuscendo ad espugnare Lione, si divisero in tanti piccoli gruppi e alla spicciolata tentarono di ripiegare oltre il Reno, nel settore presidiato da Giuliano i barbari non ebbero successo e vennero annientati, ma in quello presidiato da Barbazione ebbero in prima battuta maggior fortuna. Conclusa una pace temporanea, le truppe di Barbazione vennero attaccate e sconfitte dagli Alemanni, il magister equitum si ritirò in Italia, lasciando così Giuliano isolato con soli 13.000 soldati al seguito. Gli Alemanni saputo di ciò si riversarono in Gallia, le fonti storiche narrano di un numero variabile tra le 30.000 e le 60.000 unità, a capo delle orde barbariche vi era Cnodomario che subito sfidò Giuliano in campo aperto. Nonostante l’inferiorità numerica e le molte incognite che quella situazione presentava, Giuliano non si tirò indietro e i due eserciti si affrontarono nei pressi dell’odierna Strasburgo, nonostante l’inferiorità numerica e la fuga della cavalleria Flavio Claudio Giuliano prevalse nettamente, circa 8.000 barbari persero la vita sul campo, mentre altri 6.000 affogarono nel tentativo di attraversare precipitosamente il fiume Reno. Il loro capo Cnodomario venne fatto prigioniero. Dal canto loro, i romani persero in questo scontro solo 360 uomini e in seguito a questo successo riconquistarono l’Alsazia, Giuliano venne nominato da Costanzo II, generale, e Barbazione, reo di essere fuggito in Italia, giustiziato.

Campagne galliche di Giuliano, seconda fase del conflitto:

358 d.C. Dopo la battaglia di Strasburgo l’iniziativa e la controffensiva passava nelle mani di Roma, nelle idee di Giuliano vi era l’intenzione di dimostrare ai barbari che i romani, non solo avevano resistito e li avevano sconfitti, ma anche che erano in grado di portare la guerra al di la del Reno, da quel momento ogni iniziativa sarebbe stata arrestata direttamente sul confine, in più, Giuliano, ora slegato da vincoli imperiali aveva ora mano libera su come condurre le operazioni.  Giuliano condusse la campagna militare contro i Franchi, sconfiggendoli sulla Mosella, ricostruendo tre importanti forti e percorrendo la Foce del Reno con la flotta, attaccandoli nuovamente e costringendoli dopo una umiliante sconfitta a diventare tributari.  Anche i re Alemanni furono sconfitti presso Magonza, e una parte della Germania venne devastata dalle truppe romane. Gli Alemanni tentarono di reagire venendo però sconfitti. Giuliano trascorse l’inverno facendo nuove riforme amministrative.

359 d.C. Questo anno trascorse con l’attuazione del piano promosso da Giuliano, ovvero incutere timore ai barbari, i romani riconquistarono gli importanti centri di Bonn e Bingen sconfiggendo ancora una volta i Franchi che tentarono una rivolta.  Le continue vittorie di Giuliano costrinsero gli incursori a rinunciare alle scorrerie, e a riconsegnare il bottino e i prigionieri, che ripopolarono la Gallia, che si stava anche riprendendo economicamente. Giuliano stabilì nuovi trattati, e condusse i suoi uomini a Magonza, dove si stabilì per l’inverno.

360 d.C. Nell’ultimo anno di campagna renana, Giuliano venne proclamato dai propri soldati “Augusto”, e per evitare una sommossa da parte dei propri uomini fu praticamente costretto ad accettare la carica, spiegando nel contempo  con una lettera inviata al cugino imperatore Costanzo II,  i motivi che lo avevano spinto ad assumere  tale carica e chiedendone quindi la ratifica dalla dichiarazione. Costanzo II rifiutò e impose a Giuliano di abbandonare il titolo, ma lui  non solo si rifiutò di farlo, ma anzi,  per aumentare la propria fama attaccò, sconfiggendole, le tribù germaniche. Giuliano costruì nuovi forti legionari e costrinse i barbari a fornirgli nuove truppe per aumentarne gli effettivi. Tutto questo venne letto dall’Imperatore Costanzo II come una dichiarazione di guerra vera e propria, preso con se un grosso esercito si mosse e si mise in marcia contro il giovane condottiero.  Solo l’improvvisa morte dell’Imperatore evitò a Roma un’altra guerra civile e  e Giuliano, divenuto imperatore terminò le campagne militari, invadendo gli Agri Decumates e sconfiggendo Catti e Svevi in una grande battaglia campale.

361 d.C. Le ultime battaglie di quell’anno vennero condotte con successo dal fidato generale di Giuliano, Severo, che sconfisse una coalizione di Sassoni e Franchi che tentavano nuove incursioni. Dopo queste operazioni Flavio Claudio Giuliano fece ritorno in Italia.

Le campagne galliche di Giuliano riuscirono a risolvere molti problemi: in primis le periodiche invasioni  dei barbari, e in seconda battuta la crisi economica,  comportarono inoltre la ripresa di molti territori persi durante la guerra civile contro Magnenzio. Purtroppo però la pace durò poco:  Giuliano  portò con sé in Persia molti soldati del fronte renano durante la grande campagna contro l’Impero Sasanide del 363 d.C.,  che si concluse con un completo disastro e la morte di Giuliano stesso. Ciò generò una nuova serie di invasioni a partire dal 366, vanificando i grandi sforzi di Giuliano per restaurare la pace.

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