Dimensioni dell’esercito romano

Per dimensioni dell’esercito romano si intendono le variazioni degli effettivi di quest’ultimo, nel corso della sua storia millenaria, partita con la leggendaria fondazione di Roma nell’aprile del 753 a.C., e terminata ufficialmente nel 476 d.C., con la caduta dell’Impero d’occidente. Le variazioni dell’esercito romano comprendono, oltre naturalmente alle legioni, anche le coorti urbane, le coorti pretorie, gli ausiliari, i “vigiles”, e la marina militare.

Dimensioni dell'esercito romano
Dimensioni dell’esercito romano

Dimensioni dell’esercito romano in epoca Règia:

Subito dopo la fondazione di Roma, che la leggenda fissa il 21 aprile del 753 a.C., il primo  Re della città, Romolo, costituì una prima legione di armati, formata da 3.000 fanti e da 300 cavalieri. Dopo essersi espansa, Roma si unì al popolo dei Sabini, e per questo motivo il numero di armati crebbe fino a raddoppiare le proprie forze, è infatti ragionevole pensare che in questo periodo Roma potesse contare su circa 6.000 fanti e su circa 600 cavalieri. Fu così fino all’epoca dei Tarquini quando sotto il regno di Servio Tullio l’esercito di Roma conobbe un forte incremento portando gli armati a circa 17.000 legionari e 1.800 cavalieri.

Dimensioni dell’esercito romano in epoca Repubblicana:

Sappiamo che ai tempi della guerra latina, combattuta tra il 338 e il 340 a.C., venivano già normalmente arruolati due eserciti, composti ciascuno da due legioni formate da un numero di soldati che andava dai 4.200 ai 5.000, e da circa 300 cavalieri, facendo quindi un rapidissimo calcolo possiamo stimare che le forze romane erano composte da 16.800-20.000 legionari e da 1.200 cavalieri, a cui andavano poi sommati un numero pari di truppe alleate di fanteria e almeno un numero pari a tre volte tanto per quanto riguardava i cavalieri, tali alleati erano chiamati “Socii”.

Ai tempi del conflitto contro il Re d’Epiro, Pirro, l’esercito romano era costituito da 4 armate, ciascuna delle quali composta da due legioni formate da cittadini romani e da altre 2 unità chiamate “Alae” (in quanto posizionate sulle ali dello schieramento), di alleati italici. Come in epoche precedenti i “Socii” mettevano a disposizione lo stesso numero di fanti e una quantità di cavalieri superiore di tre volte rispetto ai romani. Il totale complessivo si aggirava, pertanto, attorno agli 80.000 soldati, 10.000 dei quali erano cavalieri. La dimensione dell’esercito romano andava così sempre più ad incrementarsi, e non poteva essere altrimenti vista la grande espansione dei territori assoggettati,  alla metà del III secolo a.C. l’esercito di Roma era composto da un corpo di occupazione stanziato in Sicilia e un altro a Taranto, due eserciti consolari, ed un numero di forze alleate, in servizio permanente, stimate attorno alle 30.000 unità.  A tutto questo andavano poi sommati i circa 90.000 uomini che costituivano la riserva pronta ad intervenire in caso di necessità, e questa era formata da  50.000 tra Etruschi e Sabini, circa 20.000 Umbri, e 20.000 Veneti, il totale di armati su cui Roma poteva contare si aggirava quindi  sulle 150.000 unità, ma di queste solo 30.000  erano di cittadinanza romana.

Durante le guerre puniche l’esercito romano era formato da ben 23 legioni (negli anni 212-213 a.C.), rispettivamente dislocate, in Italia, Illirico, Sardegna, Sicilia, Gallia Cisalpina, la forza romana, sui conteggi tramandataci dallo storico Polibio, si basava su circa 115.000 legionari appiedati e da circa 13.000 cavalieri, a cui si sommavano le flotte dello Jonio e della Sicilia costituite rispettivamente da 50 e da 100 navi. Al termine dell’età Repubblicana l’esercito di Roma contava addirittura 37 legioni (alla morte di Cesare), per arrivare in numero di 60 (anche se a ranghi non completi), al termine delle guerra civile che contrappose Ottaviano e Antonio, di queste  erano permanentemente  stanziate; almeno sei in Macedonia, 10 in Oriente, e altre tre in Africa. Fu però in epoca Imperiale che la macchina da guerra romana divenne colossale…..

Dimensioni dell'esercito romano
Dimensioni dell’esercito romano

Dimensioni dell’esercito romano in epoca imperiale:

Secondo recenti studi ai tempi dell’Imperatore Tiberio la macchina da guerra romana era formata da 25 legioni per un numero di circa 125.000 militari, a cui venivano sommati altri 125.000 soldati ausiliari, portando così il numero di armati a ben 250.000 unità, 30.000 di questi erano cavalieri. A queste imponenti forze andavano aggiunti i circa 10.000 soldati stanziati nella capitale che formavano la Guardia Pretoriana,  i Vigiles, e le coorti urbane. Altri 40.000 uomini formavano la marina militare.

Più avanti nel tempo,durante il principato di Traiano, le legioni vennero portate da 25 a 30, per un numero di 165.000 soldati romani, a cui andavano aggiunti molti più ausiliari rispetto al passato, 200 o 220.000 unità di cui circa 70.000 cavalieri. Secondo alcuni studiosi il numero delle forze romane si attestava sulle 380.000 unità, di cui 154.000 legionari romani e 223.000 ausiliari, senza considerare le guarnigioni di Roma (dalla guardia pretoriana, alle coorti di vigili e urbane), e la flotta di Ravenna e Miseno. Col passare del tempo la crescita delle forze armate romane non conobbe pause, con Settimio Severo sul trono le legioni vennero portate da 30 a 33, portando il numero complessivo di armati a quasi 450.000 unità, divise in 182.000 legionari romani e in 250.000 ausiliari, di cui 75.000 cavalieri. La crisi dell’Impero era alle porte ma l’esercito romano continuava a crescere, nel III secolo d.C., la macchina da guerra romana contava di circa 500.000 soldati (200.000 legionari).

Dimensioni dell’esercito romano in epoca tardo imperiale:

Con l’avvento della Tetrarchia promossa da Diocleziano il numero delle legioni crebbe fino ad arrivare ad un numero che variava fra le 53 e le 56, ma l’incremento più rilevante riguardò maggiormente gli armati che erano stanziati entro le mura della capitale. La guarnigione di Roma infatti era ora formata da 10 coorti pretorie, composte da 1.000 uomini l’una, 4 coorti urbane da 1.500 uomini ciascuna, 7 coorti di viglies costituite da 1.000 uomini ciscuna, e 1.000 equites singulares, per un totale di ben 24.000 unità, la marina militare invece contava di circa 45.000 uomini. Con l’ascesa di Costantino le legioni aumentarono notevolmente fino ad arrivare ad un numero che poteva variare fra le 64 e le 67,  ma la cifra potrebbe essere nuovamente stata aumentata se si considerano anche le milizie barbariche dei “foederati” incluse nelle file dell’esercito romano. Grazie infine alla “Notitia dignitatum” (databile agli inizi del quinto secolo), alcuni autori moderni,  hanno proposto una ricostruzione delle dimensioni dell’esercito romano dell’epoca di Costantino, sulla base dell’elenco delle unità militari presenti sia nella parte orientale che in quella occidentale. Il risultato proposto  può così riassumersi: 600.000 armati totali, di cui 104.000 comitatenses, per la parte occidentale e 113.000 per quella orientale, oltre a 135.000 limitanei ancora in Occidente e 248.000 in Oriente. Al contrario lo scrittore e funzionario bizantino Giovanni Lido, riporta per l’esercito di Diocleziano un totale di effettivi, compresa la marina militare, pari a 435.266.

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