Le Proscrizioni di Silla

Le proscrizioni di Silla consisterono in una vasta epurazione degli oppositori politici di parte mariana, messe in atto da Lucio Cornelio Silla nell’82 a.C., mediante la pubblicazione di liste di cittadini romani considerati nemici dello stato (hostes publici), i cui beni venivano in seguito confiscati.

Le Proscrizioni di Silla

Le Proscrizioni di Silla

Le Proscrizioni di Silla, i fatti:

Le proscrizioni in ambito romano si configurano come un tipo di procedura assolutamente eccezionale,  e utilizzate solamente in due circostanze nell’arco della storia repubblicana di Roma. In entrambe i casi le proscrizioni vennero attuate in periodi particolarmente delicati, le prime, come racconteremo, vennero messe in atto da Lucio Cornelio Silla durante gli anni 82 – 81 a.C., dopo la vittoria di Porta Collina, mentre nel secondo caso furono i secondi triumviri, Ottaviano, Antonio e Lepido a promuoverle negli anni 43 – 42 a.C.. In tutti e due i casi le proscrizioni videro un numero di condannati incredibilmente alto, in particolare però, le proscrizioni di Silla prevedevano anche l’ allontanamento dalla vita politica dei  discendenti, fino a quando Giulio Cesare nel 49 a.C., procedette alla loro riabilitazione. Le proscrizioni di Silla iniziarono nell’82 a.C., a seguito della sua seconda marcia su Roma e alla sua nomina a dittatore, esse vennero concepite principalmente per vendicare le uccisioni perpetrate dai seguaci di Mario nei confronti di chi invece era fedele a Silla. Dopo la vittoria di Porta Collina del primo novembre dell’82 a.C., dal momento che il Senato romano non era intervenuto impedendo ulteriori disordini, Silla decise di occuparsi personalmente di ristabilire l’ordine a Roma, avendo ancora con sé i suoi legionari, che rimasero ai suoi ordini fino al giorno del trionfo, che si celebrò il 28 gennaio dell’81 a.C.. Il 2 novembre dell’82 a.C., Silla convocò il Senato nel tempio di Bellona, che essendo situato all’esterno della cinta sacra di Roma (il pomerium), gli permetteva di esercitare il potere militare in qualità di proconsole. In questa occasione, Silla  illustrò il piano che intendeva seguire. Nello stesso momento, a poca distanza nella Villa Publica (luogo nel quale si stabilivano i generali in attesa di celebrare il trionfo),  venivano giustiziati i prigionieri dell’esercito vinto. Dichiarando che non sarebbe stato concesso il perdono per tutti coloro che avevano collaborato con la parte mariana dopo la rottura della tregua dell’83 a.C. fatta dal console Scipione, Silla redasse le sue liste di proscrizione, includendo consoli, pretori, legati e questori, gli ex-magistrati, senatori e cavalieri di parte mariana, non includendo però i semplici cittadini, che pure avevano combattuto contro di lui.

le proscrizioni di Silla, l’editto:

Nella prima parte dell’editto di Silla si giustificavano le misure decise contro i proscritti, ricordando i crimini che avevano commesso, e vietando che fosse perseguitato chiunque non fosse nominato di seguito. Le prescrizioni dell’editto erano probabilmente precedute dalla formula rituale “Quod felix faustumque sit”, che ricorda come il potere del magistrato deriva dalla divinità. I proscritti erano esclusi dal diritto di asilo in qualsiasi luogo: l’aiuto nei loro confronti era punibile con la morte, e non erano affatto considerati i legami di parentela. Inoltre, per il cittadino che avesse collaborato era prevista una ricompensa, pagata ufficialmente dal questore con fondi pubblici Chi avesse ucciso un proscritto non soltanto non sarebbe stato accusato di omicidio, ma riportandone la testa, avrebbe ricevuto la ricompensa di due talenti d’argento, pari a circa 48.000 sesterzi. Una ricompensa minore era riservata a chi avesse denunciato un proscritto o avesse contribuito alla sua cattura. Qualora fosse stato uno schiavo, sarebbe stato affrancato. I beni dei proscritti erano destinati alla confisca come i beni di tutti i parenti maschi del proscritto, che erano inoltre sottoposti all’esclusione  dalla vita pubblica. Se il proscritto apparteneva al rango senatorio i suoi parenti dovevano comunque concorrere per la loro parte agli oneri imposti ai senatori. Alle prescrizioni seguiva poi la prima lista, in cui comparivano 80 nomi di esponenti del ceto senatorio di parte mariana, magistrati o ex magistrati. A questa lista seguirono altre due liste per un totale di 440 nomi; la seconda lista, affissa il 5 novembre dell’82 a.C., conteneva 220 nomi, mentre la terza lista, affissa il 6 novembre dell’82 a.C riportava gli ultimi 220 nomi di senatori e cavalieri. Tra i personaggi di spicco che figuravano in queste liste troviamo:

i consoli di quell’anno, Gaio Mario il giovane e Papirio Carbone, l’ex magistrato e proconsole della Macedonia Cornelio Scipione, l’ex pretore Gaio Norbano, il tribuno della plebe Marco Mario Gratidiano, e Marco Giunio Bruto, il padre di uno dei principali cospiratori e assassino di Cesare.

Tali esecuzioni risultarono essere particolarmente efferate, è il caso di Marco Bebio, trascinato con un uncino poi smembrato da alcuni schiavi, oppure come nel caso del tribuno Marco Mario Gratidiano  in cui il carnefice evitò di sferrare subito il colpo mortale, strappando gli occhi della vittima al termine dell’esecuzione, in modo che potesse assistere all’intera tortura. I capi mariani superstiti che non furono immediatamente catturati ebbero sorti diverse. Alcuni, come Gaio Norbano, furono costretti al suicidio , altri invece scapparono verso luoghi lontani da Roma, esempio ne è Quinto Sertorio che trovò rifugio in Spagna, e tanto filo da torcere continuò a dare alla fazione sillana.  Ottenne invece il permesso di vivere in esilio a Marsiglia, Cornelio Scipione, salvandosi unicamente per la sua minima importanza politica e per l’appartenenza all’illustre famiglia.  La vendetta di Silla si rivolse ovviamente anche contro il suo principale avversario, Gaio Mario, che però era già morto quattro anni prima. Impossibilitato ad ucciderlo, Silla si accanì contro la sua memoria pubblica, rovesciando i trofei e i monumenti che commemoravano le vittorie d’Africa e quelle contro Cimbri e Teutoni, cancellando i suoi atti, ed infine distruggendo la sua tomba  disperdendo poi le ceneri nel fiume Aniene.

Le Proscrizioni di Silla

Le Proscrizioni di Silla

Le Prescrizioni di Silla, le ragioni principali:

Le ragioni delle  proscrizioni di Silla devono essere trovate nel clima generale creatosi alla conclusione dello scontro tra sillani e mariani. Tutte le fonti concordano sul fatto che in una situazione così incandescente sarebbe stato impossibile concedere il perdono ai nemici e proibire qualsiasi genere di repressione, perché il tutto si sarebbe risolto in un massacro indiscriminato, portato avanti esclusivamente sulla base di rancori personali. Silla  dunque regolarizzò la repressione, assumendo il titolo di “Ultor,” (Vendicatore), egli procedette così rapidamente che appena due giorni dopo la vittoria di Porta Collina a Roma già si sapeva  che l’epurazione dei sostenitori della parte avversa sarebbe stata contenuta e limitata da una procedura regolarizzata, e tre giorni dopo Porta Collina, con la comparsa dell’ultima lista di proscrizione, si conoscevano con precisione i nomi di tutti coloro che erano stati colpiti dal procedimento. La prima proscrizione viene quindi istituita per cercare di arrivare ad un’epurazione controllata in un clima di massacri indiscriminati  costituendo quindi un notevole progresso per aver regolato per la prima volta a Roma l’eliminazione degli oppositori politici attraverso una procedura giudiziaria. Lo scopo principale delle proscrizioni di Silla, portate avanti con l’ obbiettivo dell’immediata eliminazione fisica dei nemici, si rivela nella volontà, neppure troppo nascosta, di evitare la nascita di nuovi avversari politici, attraverso il ricorso ad una serie di misure che annientano non soltanto il proscritto ma tutta la sua “gens”. La proscrizione, e la conseguente “Damnatio Memoriae”, hanno avuto infatti un impatto tale da cancellare dai documenti storici non soltanto moltissimi nomi, ma anche la testimonianza dell’esistenza di intere “gentes”.

 

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