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La Romanizzazione

Per romanizzazione, o latinizzazione che dir si voglia, si intendono i diversi processi che portarono all’assimiliazione da parte romana di tutte quelle popolazioni abitanti in quei territori che nel corso dei secoli furono da essi conquistati. I parametri utilizzati per indicare tali processi sono, in primo luogo, l’assimilazione della popolazione, in secondo luogo l’acculturazione, e per finire l’integrazione. le popolazioni conquistate erano tenute a romanizzarsi, volontariamente o con l’uso della forza, una volta avvenuta l’assimiliazione, i romani non obbligavano comunque le popolazioni autoctone all’uso del latino, ne tanto meno all’uso del diritto romano o della religione ufficiale, anzi, va detto che Roma concedeva di solito un’ampia gamma di autonomie, naturalmente secondo il rapporto di alleanza  e fiducia.

I rapporti con le singole popolazioni, prima italiche, e poi di tutto il bacino del Mediterraneo erano regolati dal Senato e dai vari trattati stipulati con esse che ne stabilivano anche la condizione. In tal senso possiamo dividere le popolazioni subordinate a Roma in “dediticie” e “foederate”. Le prime erano sostanzialmente le popolazioni sconfitte che accettavano senza condizioni la supremazia romana, lasciando al Senato  la proprietà delle terre e della popolazione stessa, i “foederati” invece, in virtù di un antico patto di amicizia, erano considerati alleati veri e propri, e in quanto tali, erano tenuti a fornire aiuti all’esercito romano, ottennendone in cambio la sua protezione, non che la sua assistenza in caso di necessità. Si trattava in buona sostanza di una federazione con lo stato romano.

Molto spesso i popoli venivano assoggettati a seguito di una guerra, ma una volta terminate le operazioni belliche e interveniva la pace imposta dai vincitori, la popolazione sconfitta veniva lasciata libera di mantenere i propri usi e costumi, passando così da nemici ad alleati, nonostante la guerra di conquista avesse portato la perdita di molte vite, e di molti altri divenuti schiavi. Il processo di romanizzazione non avveniva che in un secondo momento, attraverso un’integrazione economica, politica e sociale, che di solito richiedeva un periodo di tempo che comprendeva più generazioni.

La Romanizzazione
La Romanizzazione

Processo di Romanizzazione:

L’esistenza di un processo di romanizzazione vero e proprio è oggetto di molte discussioni fra gli studiosi moderni, possiamo comunque avvicinarci a questa teoria in modo tradizionale, secondo la quale dopo la conquista da parte romana, si instaura questo processo mediante l’accrescimento della popolazione romana, attraverso la fondazione di nuove colonie. In queste nuove colonie, fondate e abitate da cittadini romani, si sarebbe parlato il latino e tutto ciò avrebbe avuto un effetto “romanizzante” sui popoli vicini. Questa linea di pensiero tradizionale è la più riconosciuta in ambito storico, ma recentemente nuove teorie hanno preso piede vediamone alcune:

Modello non Interventista:

Secondo questa teoria le popolazioni indigene venivano incoraggiate ad accrescere il proprio prestigio attraverso l’assimilazione degli usi e costumi dei conquistatori, quindi nel linguaggio, nel modo di vestire, nell’alimentazione e nella costruzione di abitazioni. Questo sistema di amministrazione civile, per così dire “sotto dettatura”, permetteva una immediata stabilizzazione della dominazione romana.

Identità differenziata:

Secondo la teoria dell’identità differenziata, non esiste un processo ben definito di romanizzazione tradizionale, anche perchè in molti casi, nonostante la sconfitta, molte popolazioni rimanevano comunque ostili a Roma e tanto meno le loro autorità desideravano acquisire i costumi romani.

Acculturazione:

Con la teoria dell’acculturazione si da credito al fatto che molti aspetti della cultura dei nativi e dei conquistatori romani vennero a fondersi, e ciò si può notare nell’adozione romana di varie pratiche religiose a loro estranee, come per esempio il culto di Iside o di Epona.

Possiamo in conclusione affermare che la romanizzazione, con tutte le sue accezioni, può essere solo teorizzata e certamente non verificabile archeologicamente.

Conseguenze della romanizzazione:

Qualunque sia la teoria più attendibile, di certo è che il tutto sfociò gradualmente nei seguenti sviluppi:

-Adozione dei nomi romani.

-Adozione della lingua latina, facilitata anche dal fatto che la quasi totalità degli Iberi o dei Galli, tanto per fare qualche esempio, erano analfabeti, e in un modo o nell’altro per confrontarsi con la burocrazia e la politica romana, dovettero in qualche modo adattarsi ad impararla, la stessa cosa non valeva per la parte orientale dell’Impero, dove in molte zone, il greco la faceva da padrone, tuttavia il latino, in particolare nei territori dell’odierno Libano, ebbe molto sviluppo.

-L’adozione del diritto romano che andava a sostituire le antiche leggi tribali, istituendo anche il diritto di proprietà.

-Diffusione delle principali istituzioni romane come le terme, i combattimenti fra gladiatori e il culto imperiale.

A seguito di ciò con il passare degli anni le popolazioni assoggettate si sarebbero sentite pienamente romane, un processo sostenuto sia in epoca repubblicana sia in epoca imperiale. In più l’intero processo di romanizzazione venne facilitato dal fatto che molte lingue locali avevano in comune la stessa origine indo-europea e l’adorazione degli stessi Dei, non che gli scambi commerciali del Mediterraneo iniziati secoli prima con i Greci e Fenici. Va detto che il processo di romanizzazione fu certamente più rilevante nella parte meno evoluta dell’Impero, ovvero quella occidentale, dove la cultura romana, a causa della grande analfabetizzazione,  attecchì maggiormente. Nella parte orientale dell’Impero, le antiche civiltà mesopotamiche, l’Egitto, la Siria e la Giudea, ne furono permeate solo superficilamente, specialmente nella tarda antichità, quando l’Impero venne diviso in due, la cultura greca prese decisamente il sopravvento, anche se i suoi cittadini contiunarono a sentirsi pienamente romani.

Per quanto riguarda la parte occidentale dell’Impero romano, le regioni maggiormente romanizzate, furono senza dubbio l’Italia, la Gallia, la Dacia, l’Iberia e la Dalmazia. La Britannia venne si romanizzata ma in misura meno profonda rispetto alla Gallia per esempio, il clima rigido non ne faceva una mèta molto ambita dai coloni e amministratori italici, dopo l’invasione anglossassone la cultura romana venne meno in brevissimo tempo. La romanizzazione in questi luoghi, mostra una decisa influenza culturale in molti aspetti della vita odierna, così decisa che questi paesi vengono denominati “paesi latini”, e ciò è maggiormente evidente nei paesi in cui si parla una lingua derivata direttamente dal latino o nelle ex colonie che dai romani hanno ereditato tutte le influenze, oltre che la lingua naturalmente. Un esempio lampante è la Dacia, colonizzata in modo massiccio dai soldati romani di Traiano. La profonda colonizzazione messa in atto dai romani che permise alla Dacia di rimanere sotto l’egida di Roma per circa 140 anni, fece si che le sue caratteristiche sopravvissero nonostante le numerose invasioni germaniche e slave dei secoli successivi, cosa che non successe alla Britannia che rimase in orbita romana per circa 400 anni.

Si ringrazia per le foto:

http://www.iisbachelet.it/ipercostantino/roma/roma2.htm

https://www.uninformazione.com/cultura/marcomanni-storici-avversari-dellimpero-romano/attachment/a95c74915fbd1dfcfd03360e7cacd087/

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