Le preghiere dei romani

Quelle che seguono sono le preghiere dei romani, ricavate da molte che si possono recuperare dalla poesia e dalla letteratura antica, appartenenti al culto pubblico, dedicato alle divinità più importanti, e a quello privato.

LE PREGHIERE  DEI ROMANI AGLI DEI
– O Dei e Dee,
che i mari e le terre abitate,
vi prego e scongiuro, deh,
quello, che sotto il mio imperio si è compiuto,
si compie e si compirà, quello per me,
per il popolo e per la plebe romana,
per i socii e per la nazione latina
e per quelli che in terra, in mare e sui fiumi
seguono il mio esempio,
i miei ordini e i miei auspici,
abbia buon esito;
e tutto quello voi bene aiutate,
con buoni incrementi accrescete;
e salvi ed incolumi, vincitori,
dopo avere vinto i nemici, adorni di spoglie,
carichi di preda e trionfanti meco reduci riportate in patria;

concedeteci di punire gli avversari ed i nemici;
e quello, che il popolo cartaginese
ha cercato di fare contro la nostra città,
date a me ed al popolo romano
la facoltà di fare contro la città cartaginese,
così da dare un esempio. –
(Catullo)

– O Dei, se l’avere pietà è cosa vostra,
o se mai avete portato l’estremo soccorso
a qualcuno ormai nella stessa morte,
volgete lo sguardo su me infelice, e,
se ho vissuto senza colpa, strappate da me
questo morbo rovinoso che insinuandosi,
strisciando come un torpore nelle membra,
mi ha strappato ogni gioia dal cuore.
Ormai non chiedo questo,
che ella contraccambi il mio amore,
o, cosa che non è possibile,
che ella voglia essere casta,
sono io che voglio guarire e liberarmi da questa tetra malattia.
O Dei concedetemi questo in cambio della mia pietas. –

LE PREGHIERE DEI ROMANI A GIOVE
Le preghiere dei romani
Le preghiere dei romani

 Iuppiter Optime Maxime pater omnipotens Rex deorum hominumque sive quo alio nomine appellari volueris si pietate mereor da mihi domo familiae nostrae prosperitatem felicitatem opere nostro. Ita est. –
– O Giove ottimo massimo, padre onnipotente, re degli dei, o se vorrai essere chiamato con qualche altro nome, se sono degno della benevolenza, dona a me e alla casa della nostra famiglia prosperità e fortuna nel nostro lavoro. La preghiera è stata inviata. (letteralmente: è andata. Si usa tutt’oggi alla fine della Messa cattolica) –

– Salve Iuppiter O.M., pater omipotens, rex deorum ominumque, stator, lapis, latiaris, fulgurator, tonans, Fidio, farree, hospitalis, capitoline, arcane, sive quo alio nomine appellari volueris! Tibi offero hoc vinum et tu sies mihi propitius in opere meo. Ita est. –
– Salve Giove Ottimo Massimo, padre onnipotente, re di tutti gli Dei, stabilizzatore, pietra, Laziale, folgoratore, tuonante, Fidio, festoso, ospitale, capitolino, arcano, o qualsiasi altro nome tu voglia! Ti offro questo vino e tu siimi propizio nel mio lavoro. E’ andata. –

 Iuppiter, te hoc ferto obmovendo bonas preces precor, uti sies volens propitius mihi liberisque meis domo familiaeque meae mactus hoc ferto. –

– Iuppiter, facendoti questa offerta, prego con buone preghiere che tu sia propizio a me, alla casa della mia famiglia e ai miei librti. Possa questa mia offerta darti conforto. –

– Audi, Iuppiter, civium preces et hostes a patriae finibus arce! –
– Ascolta, Giove, le preghiere dei cittadini e caccia i nemici dai confini della patria! — Iuppiter, te hoc ferto obmovendo bonas preces precor, uti sies volens propitius mihi liberisque meis domo familiaeque meae mactus hoc ferto. –
– Giove, facendoti questa offerta prego con buone preghiere, affinchè tu sia propizio a me, alla mia casa e ai miei familiari. Possa quesra offerta confortarti. –
(Velleio Patercolo)
– Iuppiter Capitoline, et auctor ac stator romani nominis Gradive Mars, perpetuorumque custos Vesta ignium et quidquid numinum hanc Romani imperii molem in amplissimum terrarum orbis fastigium extulit vos publica voce obstesto atque precor: custodite, servate, protegite hunc statum, hanc pacem, hunc principem, eique functo longissima statione mortali destinate successores quam serissimos, sed eos quorum cervice tam fortiter sustinendo terrarum orbis imperio sufficiant quam huius suffecisse sensimus, consiliaque omnium ciuium aut pia (iuvate aut impia confringite). –
– Giove Capitolino e tu Marte Gradivo, fondatore e sostegno del nome romano e tu, Vesta, custode del fuoco eterno, e voi, divinità tutte che avete innalzato questa mole dell’impero romano ai più alti fastigi del mondo, vi scongiuro e vi invoco, a nome di questo popolo: guardate, salvate e proteggete questo stato di prosperità, questa pace, questo principe; a lui, al termine di una lunghissima dimora tra gli uomini, destinate, il più tardi possibile, dei successori le cui spalle siano in grado di sostenere il dominio del mondo tanto validamente, quanto sentiamo che sono state le sue e assecondate, se sono pii, i propositi dei cittadini e rendeteli vani, se sono empi. –

PREGHIERE A GIUNONE

– Iuno Regina te precor quaesoque uti dies mihi domo familiae nostrae
firmitatem ac felicitatem in opere nostro. Ita est. –
. O Giunone Regina, ti prego e supplico di donare a me e alla casa della nostra famiglia
stabilità e prosperità nel nostro lavoro. E’ andata. –

– Iuno Covella sive quo alio nomine te appellare volueris te precor quaesoque uti dies mihi domo familiae nostrae bonam salutem et felicitatem in opere nostro. Ita est. –
– Giunone Covella o in qualsiasi altro nome tu voglia essere chiamata, ti prego affinchè doni a me e alla casa della nostra famiglia buona salute e felicità nelle nostre opere. E’ andata. –

– Salve Iuno Regina Te precor uti sis volens mihi propitius. Tibi offero hoc thus. Ita est. –
Salve Giunone Regina. Ti prego affinchè tu mi sia propizia. Ti offro questo. E’ andata. –

LE PREGHIERE DEI ROMANI A MARTE
Le preghiere dei romani
Le preghiere dei romani

Mars pater, divi quorum est potestas nostrorum hostiumque,
dique, vos precor, veneror, veniam peto feroque,
uti populo Romano vim victoriam prosperetis
hostesque populi Romani terrore formidine morteque adficiatis.
Sicut verbis nuncupavi, ita pro re publica populi Romani, exercitu
legionibus, auxiliis populi Romani,
hostium mecum deis Tellurique devoveo.
 –
– Padre Marte, dei tutti che avete potere su di noi e sui nemici,
e voi, dei, vi prego, vi adoro, chiedo la grazia e la ottengo,
che concediate al popolo romano la forza e la vittoria,
e che gettiate paura, terrore e morte sui nemici del popolo romano.
Come ho solennemente proclamato, così offro in voto agli dei
e alla Terra, insieme a me stesso, le truppe regolari e ausiliarie dei nemici,
in favore della comunità del popolo romano, del suo esercito,
delle truppe regolari e ausiliarie del popolo romano. –

(Catone il Censore) 
– O Marte padre,
ti prego e scongiuro,
sii benevolo e propizio a me,
alla casa ed alla famiglia nostra;
In considerazione di ciò ho fatto condurre
porci, montoni e tori intorno al campo,
alla terra ed al fondo mio;
deh, tieni tu lontano, respingi,
spazza via i morbi visibili ed invisibili,
la sterilità e la devastazione, il maltempo e le bufere. –

Preghiera rituale

Padre Marte,
te prego e scongiuro che tu sia benevolo e propizio,
a me, ai miei servi e alla mia casa.
Per questo campo, fondo e terreno
ho ordinato di far cerchiare con questa offerta
perchè tu i mali, visti e nascosti,
desolazione e devastazione,
calamità e brutta stagione,
possa impedire, ricacci e allontani.
Perchè tu messi, frumenti e vigneti,
voglia far crescere e ben prosperare.
Pastori e pecore sani conserva,
dona vigore e buona salute a me,
alla casa e ai nostri servi.
Per questi voti, per rendere puro
fondo, terreno e tutto il campo,
per questo rito purificante, così come ho detto,
ti sia gradito che abbia immolato tal sacrificio:
porco, vitello e agnello da latte.
Padre Marte, per questo voto,
ti sia gradito che abbia immolato tal sacrificio:
porco, vitello e agnello da latte.

LE PREGHIERE DEI ROMANI  AD APOLLO
Le preghiere dei romani
Le preghiere dei romani
(Virgilio – preghiera di Enea)

– Dacci, o Apollo,
una dimora nostra,
a questi uomini stanchi dona una terra,
una posterità, una patria che duri nel tempo,
un’altra Pergamo troiana.
Porta in salvo ciò che è sfuggito
alla strage dei Greci e del feroce Achille.
Chi ci farà da guida e dove andremo?
Dove andare, dove fissare una dimora mostracelo tu.
Mostraci, Padre, un segno della tua volontà,
discendi nei nostri cuori. –

– Ascolta la mia preghiera grande medico
grande uccisore di serpenti
gestore di pestilenze e di salute
su tutti gli uomini e tutti gli animali.
Salvami potente Apollo
da questo male e da questo dolore
e io ti farò grande sacrificio di buoi.
Accetta intanto la mia offerta e non
allontanare lo sguardo da me. –

PREGHIERE A PROSERPINA
(Apuleio)

 Seu nocturnis ululatibus horrenda Proserpina
triformi facie larvales impetus comprimens terraeque 

claustra cohibens lucos diversos inerrans 
vario cultu propitiaris –
– Tu Proserpina, che la notte con le tue urla spaventose
e col tuo triforme aspetto freni l’impeto degli spettri
e sbarri le porte del mondo sotterraneo, errando qua e là per le selve,
accogli propizia le varie cerimonie di culto — Salve, salve, salve, Dea dai volti luminoso e oscuro,
amata figlia della madre potente, regina degli inferi
e di tutto ciò che è occulto, placa la tua ira
e torna nelle braccia di tua madre,
e sorridi a noi mostrando il volto benevolo e luminoso. –

PREGHIERE A SATURNO

– O nos, Vestalem (o Initialem ), divi iuvate!
Ne luem, ruinam, Saturno, sinas incurrere in plures!
Satur esto, fere Mars, limen sali, sta illic,
O nos, Esculapio, iuvato!
Triumphe triumphe! –
– A noi Vestali (o sacerdoti Iniziali), aiutateci o Dei!
No, pestilenza e rovina, o Saturno,
non permettere che trascorrano tra il popolo!
Sii sazio, o feroce Marte;
balza sulla soglia, fermati là,
Oh! a noi! Esculapio! aiutaci!
Trionfo, trionfo! –

PREGHIERE AI LARI

– Salve Lar Familiaris. –                                               –  Salve Lari Familiari –

– Salvete Di Penates. –                                                  –  Salve Dei Penati –
– Salve Geni. Patris Familias. –                                    –  Salve Geni. Padri della Familia –
– Salve Vesta Mater. –                                                  –  Salve Vesta Madre –
– Vobis offero puro corde hunc panam farreum –             – Vi offro con cuore puro  il pane di farro –
–  et vos omnes date mihi  domo, –                                 – e voi tutti date alla mia casa –
– familiae nostrae valetudinem  –                                   – e alla nostra familia valore –
– ac felicitatem in opere nostro. –                                  – e felicità nel nostro operare. — O Mani, o Lari, o Penati noi vi invochiamo o numi potenti!
Voi che siete i protettori della famiglia e del focolare,
Voi che vegliate sulla nostra Gens,
Voi che garantite noi salute e prosperità,
Voi che tenete salde le nostre domus
Accettate le nostre offerte con benevolenza
e non distogliete lo sguardo da noi. –
Credits to:
https://www.romanoimpero.com/2011/09/preghiere-pagane.html

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