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Le Strategiche forniture di grano

Le strategiche forniture di grano per Roma, rappresentarono nel corso della storia un ruolo decisivo per la sopravvivenza dell’impero, essendo un tema centrale della politica romana, fin dai tempi della Repubblica.

Nei decenni di massimo splendore, l’impero romano importava l’astronomica quantità di 3,5 milioni di quintali di frumento, tanto da indurre a sostenere che tutto l’impianto politico si manteneva sul rifornimento regolare di grano per la Capitale, fino ad arrivare  all’ultima legione stanziata sul confine più lontano (Annona Militaris). Questa immensa quantità di frumento proveniva dalle zone più disparate, a partire dalle più vicine Sicilia e Sardegna, fino ad arrivare alle province d’Africa e Asia, ma la colonna portante di questi rifornimenti era costituita dall’Egitto, che da solo soddisfava la metà del fabbisogno dell’impero. Il ruolo decisivo dell’Egitto in questo senso fu determinante fin dalle prime battute, e cioè da quando Ottaviano lo assoggettò a provincia, affidandolo poi ad un prefetto di rango equestre sotto i suoi diretti ordini, impedendo che persino i senatori potessero mettervi piede. l’importanza dell’Egitto come perno annonario assunse nel corso dei secoli anche connotati religiosi, come quando Costantino, per screditare il patriarca di Alessandria, Atanasio, paladino del credo di Nicea, lo accusò falsamente di aver impedito il carico delle navi frumentarie attese a Costantinopoli, divenuta nel frattempo, seconda capitale dell’impero.

Le strategiche forniture di grano
Le strategiche forniture di grano

LE STRATEGICHE FORNITURE DI GRANO, IL PREFETTO DELL’ANNONA:

Il “praefectus annonae”, addetto al vettovagliamento, era un funzionario dell’antica Roma che aveva il compito di verificare la regolarità dei rifornimenti. Carica istituita da Ottaviano Augusto nel 7 a.C., il prefetto dell’annona era una dei ruoli di maggior importanza all’interno del governo della città di Roma, ma in epoca repubblicana, chi svolgeva questo ruolo? Normalmente se ne occupavano gli Edili Curuli, ma in epoche particolarmente difficili poteva essere eletto un magistrato apposito che si occupasse della crisi, come ad esempio nel 439 a.C., anno in cui si narra che i raccolti furono quasi tutti perduti, e la città in piena carestia si trovava sull’orlo di una rivolta. Questo spinse i tribuni in carica ad eleggere un magistrato apposito nella persona di Lucio Minucio, che grazie al suo buon lavoro, riuscì a scongiurare il peggio.  Come scritto sopra, è solo nel 7 a.C., che Ottaviano istituì questa carica in modo ufficiale. Il prefetto in questione, che doveva essere di rango equestre, rimaneva in carica a discrezione dello stesso imperatore, e possedeva inoltre giurisdizione penale e civile, anche se poi ogni decisione, era sottoposta al controllo del sovrano. Dopo la morte di Augusto, tale carica rimase in vigore fino alla caduta dell’impero, anzi, va sottolineato che nel corso dei secoli anche le province che rappresentavano il maggior serbatoio di grano, vennero dotate di loro appositi prefetti.

LE STRATEGICHE FORNITURE DI GRANO, L’ANNONA MILITARIS:

Per Annona militaris si intende la parte dello stipendium distribuito ai legionari dell’esercito romano, “in natura”. Fin dai primi anni dell’impero, le derrate alimentari destinate alle truppe, stanziate lungo i confini, fu garantito da un sistema di raccolta, fondato in molti casi dietro requisizioni forzate, spesso dietro rimborso, chiamato poi con il nome di “Annona Militaris”. In sostanza, dalla paga del legionario romano, o di un ausiliario, veniva dedotto ogni costo legato al suo mantenimento, la sua paga quindi veniva corrisposta per una parte in moneta, e per l’altra in derrate alimentari o grano. In epoche successive, come ad esempio durante il regno di Diocleziano, la paga mancante del soldato venne compensata da una nuova tassa a carico dei cittadini, questi nuovi privilegi, vennero accordati a partire dal II secolo, in particolare alle armate che scortavano l’imperatore durante le varie campagne militari, e alla guardia pretoriana.

Le strategiche forniture di grano erano regolamentate all’interno di un mercato libero, dove i prezzi in città rimanevano invariabilmente alti, permettendo così al commerciante di turno di realizzare un ricco profitto. Vi era poi da tenere in considerazione anche il grano giunto dalle province come imposta, parte di questo veniva distribuito a funzionari e soldati, mentre un’altra parte veniva rivenduta a prezzo di mercato, anche se va detto che grazie alle leggi, pagate con la sua stessa vita di Gaio Sempronio Gracco, quella parte destinata ai comuni cittadini, veniva rivenduta a prezzi agevolati.

L’UTILIZZO POLITICO:

In molte occasioni nel corso della storia, le strategiche forniture di grano, vennero utilizzate come strumento politico, vediamone alcuni esempi:

Nel 439 a.C., Spurio Melio, un facoltoso cittadino romano, accusato di aspirare al potere assoluto, operò una distribuzione gratuita di grano, e per questo ucciso dal tribuno Servilio Ahala.

Tra il 42 e il 36 a.C., Sesto Pompeo e i suoi pirati, per ostacolare Ottaviano Augusto prese il controllo delle forniture di grano provenienti dall’Africa.

Nel 68 d.C., Lucio Clodio Macro, per sollevarsi contro gli eccessi di Nerone, bloccò le forniture di grano dall’Africa.

Nel 262 d.C., gli usurpatori in Egitto, Memore e Emiliano, bloccarono le forniture per ricattare l’imperatore Gallieno.

Nel 273 d.C., l’usurpatore Firmo, bloccò le forniture dall’Egitto per contrastare l’imperatore Aureliano.

Nel 409 e nel 412 d.C., l’usurpatore Eracliano bloccò le forniture di grano, prima per indebolire l’altro usurpatore Prisco Attalo e successivamente per favorire la propria nei confronti di Flavio Onorio.

CONCLUSIONI:

Una grande città come Roma non avrebbe mai potuto soddisfare i propri bisogni con l’aiuto delle campagne circostanti, in quanto i territori erano più adatti, quando non erano occupati dalle grandi ville dell’aristocrazia, alla coltivazione di frutta e verdura. Il grano aveva diversi vantaggi, prima di tutto era semplice da conservare e da trasportare, occupando relativamente poco spazio, ma offriva anche ampie possibilità di creare condizioni ottimali per le eventuali eccedenze. In questo senso rappresentava uno snodo cruciale il porto di Ostia, vero punto di riferimento di tutte quelle rotte commerciali che provenivano dalle zone più fiorenti dell’impero, come ad esempio l’Egitto. L’importanza di questo prodotto e del suo controllo favorì non poco anche l’avvento di Vespasiano al termine del 69 d.C.,  quando dopo un anno di sanguinose lotte, emerse come uomo d’ordine dell’impero, facilitato anche dal fatto che in Egitto era lui stesso che gestiva il flusso del grano diretto nella Capitale. Queste forniture oltre che ad un uso politico avevano anche la doppia finalità di mantenere l’ordine pubblico, grazie ai magistrati che si occupavano della regolare distribuzione in tutta la città di questo povero ma importantissimo prodotto.

 

 

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