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Treboniano Gallo

Nato a Monte Vibiano Vecchio, frazione del comune di Marsciano, in provincia di Perugia da una famiglia di rango senatoriale, Gaio Vibio Treboniano Gallo, fu imperatore romano dal 251 al 253 d.C., insieme al figlio Volusiano, che associò al trono.
Il periodo di regno di Treboniano Gallo, fu caratterizzato da una serie di eventi negativi, primo fra tutti la peste che colpì l’Impero romano per alcuni anni, in secondo luogo le incursioni delle popolazioni barbare oltre i confini dell’impero e la perdita della provincia della Siria in favore dei Sasanidi, e come se non bastasse il saccheggio della ricca città di Antiochia.
Treboniano Gallo fu un uomo di indubbie qualità amministrative e militari, e la sua carriera precedente all’ascensione al trono di Roma, fu costituita dal normale “cursus honorum” con diversi incarichi di carattere politico e militare. Dopo essere stato console nel 250 d.C., fu nominato governatore della Mesia, un incarico che dimostrava la fiducia che l’imperatore di quel periodo, Decio riponeva in lui. In quella provincia Treboniano Gallo si rivelò una figura decisiva nel respingere le frequenti invasioni dei Goti sul Danubio divenendo in breve tempo molto popolare tra le legioni.

Statua di Treboniano Gallo al Metropolitan Museum of Art di New York. La statua, alta 2,41 m, è l'unico esempio di bronzo romano del III secolo in stato di conservazione quasi perfetto. La statua fu scoperta presso la basilica di San Giovanni in Laterano all'inizio del XIX secolo
Statua di Treboniano Gallo al Metropolitan Museum of Art di New York. La statua, alta 2,41 m, è l’unico esempio di bronzo romano del III secolo in stato di conservazione quasi perfetto. La statua fu scoperta presso la basilica di San Giovanni in Laterano all’inizio del XIX secolo

Il 1 luglio del 251 d.C., gli imperatori Decio ed Erennio Etrusco morirono nella battaglia di Abrittus per mano dei Goti; Treboniano venne quindi acclamato a gran voce imperatore dai soldati sul campo di battaglia. Alcune fonti affermano però maliziosamente che Treboniano Gallo ritardò volontariamente i rinforzi per causare la morte di Decio, e che fosse quindi in qualche modo d’accordo con i Goti.
Subito dopo la sua nomina ad Imperatore, Treboniano fu costretto a stipulare un trattato di pace con i Goti, a condizioni davvero poco onorevoli per Roma, che veniva ora costretta a pagare una forte somma annua in oro ai barbari. Questo comunque permise al nuovo Imperatore di far ritorno senza particolari patemi nella capitale. A Roma Treboniano Gallo ritrovò il figlio del precedente Imperatore Decio, Ostiliano, all’epoca troppo giovane per seguire il padre in battaglia, decidendo così di adottarlo ed elevarlo al rango di co-augusto.
In quel periodo Roma era piegata sotto il peso della peste, un terribile morbo che sembra fu la causa della morte del giovane Ostiliano, anche in questo caso, alcune fonti vedono Treboniano Gallo come mandante di una morte riconducibile ufficialmente alla malattia, ma dai contorni assai oscuri, probabilmente per timore di una probabile rivolta. Comunque sia Treboniano decise di nominare co-augusto il suo figlio naturale, Volusiano.
Di fronte all’emergenza della peste, Treboniano agì con estrema decisione: ordinò che lo Stato si incaricasse di fornire un funerale e una sepoltura appropriati a tutti coloro che erano troppo poveri per permetterselo, ottenendo in questo modo il favore popolare. Per il resto non fu particolarmente brillante nel cercare di arginare i numerosi problemi che già affliggevano un Impero che si accingeva lentamente a prendere la via del tramonto, In particolare non fece nulla per ostacolare le scorribande di Goti, e di altre tribù barbare che tra il 252 e il 253 d.C. compirono saccheggi fino a Pessinunte ed Efeso.

Moneta di Gaio Vibio Treboniano Gallo
Moneta di Gaio Vibio Treboniano Gallo

Le continue emergenze vedevano un Impero Romano statico e inadeguato e la situazione, particolarmente in oriente, precipitò. Il Re dei Sasanidi, Sapore I risalì il fiume Eufrate e nel 252 d.C. sconfisse l’esercito romano nella battaglia di Barbalissos, invadendo e conquistando gran parte della provincia di Siria, compresa la stessa capitale Antiochia che venne saccheggiata.
Malgrado questa complicata situazione, che si sommava ai continui sconfinamenti dei Goti lungo il Danubio, Treboniano Gallo rimase passivo, evitando di organizzare una qualche minima controffensiva, quanto meno per riconquistare Antiochia. Era per Treboniano Gallo l’inizio della fine.
Il nuovo governatore della Mesia Marco Emilio Emiliano, facendosi portatore del malcontento delle legioni, per un accordo troppo frettolosamente firmato, evitò di pagare il tributo in oro ai Goti, scatenando così la loro reazione. Emiliano tuttavia intercettò i barbari sconfiggendoli sonoramente, ragion per cui fu acclamato Imperatore dai suoi soldati.
Forte di questo Emiliano radunò le truppe danubiane e prontamente marciò in armi verso l’Italia, pronto a prendersi il trono di Roma con la forza. Treboniano prese con sé il figlio Volusiano e le truppe a disposizione e si mise in marcia verso nord; contemporaneamente ordinò a Publio Licinio Valeriano di prendere le legioni poste a protezione della frontiera del Reno e portargliele.
Treboniano e Volusiano marciarono verso nord molto lentamente, forse intendendo rinviare il più possibile il momento dello scontro in attesa dei rinforzi e ad agosto erano giunti appena a Interamna (odierna Terni), dove avvenne lo scontro decisivo.Le truppe di Emiliano risultarono vittoriose, e Treboniano e Volusiano fuggirono con pochi seguaci e le loro guardie, fino a Forum Flaminii, dove però furono uccisi dai loro soldati, i quali tornarono da Emiliano per ricevere una ricompensa. Treboniano Gallo morì a 47 anni, gli ultimi due dei quali passati sul trono più alto di Roma.

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