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La via Traiana

i percorsi della via Appia antica e della via Traiana.
i percorsi della via Appia antica e della via Traiana.

Costruita fra il 108 ed il 110 d.C. per volontà dell’imperatore Traiano, la via Traiana era una strada romana che si sviluppava sopra un preesistente tracciato di epoca repubblicana, e collegava Beneventum a Brindisi, diventando di fatto una variante della via Appia antica.
Fra gli altri lavori di restauro della via Appia, Traiano progettò la costruzione di una nuova via più ad oriente, fra Benevento e Brindisi, e la munì di numerosi ponti e viadotti, così da renderla praticabile anche durante l’inverno. Questa via, che prese da lui il nome, sostituì, sebbene fosse un po’ più lunga, la vecchia strada, che passava per Eclano, Venosa e Taranto, e fu la vera Appia dei tempi imperiali. I numerosi cippi miliarî che si trovano lungo la via Traiana portano la data del 109 d. C., il che fa pensare che possa trattarsi dell’anno di inaugurazione della via; un’altra iscrizione menziona invece i numerosi ponti che la caratterizzavano. La larghezza della via variava da m. 7,20 in pianura a m. 3,60 in montagna, in particolare sul passo di S. Vito, dove la strada saliva fino a 971 metri di altezza; la pavimentazione era a grossi poligoni di calcare in blocchi squadrati di 90 centimetri circa di larghezza.

Miliario della via Traiana a Bari.
Miliario della via Traiana a Bari.

Già in epoca longobarda la via Traiana era parte della Via Francigena, che toccava numerosi centri religiosi longobardi e in particolare era percorsa dai pellegrini diretti al santuario di san Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo sul Gargano. Durante le crociate la via fu percorsa da eserciti e fedeli in viaggio verso la Terra Santa e per tutto il medioevo fece parte del sistema delle grandi vie di pellegrinaggio. I cavalieri Templari edificarono lungo il suo percorso alberghi ed ospizi per i viandanti e ne assicuravano la sicurezza del cammino.
A Benevento la via Traiana usciva dalla città verso nord, attraverso l’Arco di Traiano; dopo di che si inoltrava nella valle del fiume Miscano verso l’attuale comune di Buonalbergo: in questo tratto si trovano tracce dei ponti Latrone e San Marco, e i notevoli ruderi del ponte delle Chianche. La strada saliva quindi verso la località di “Santa Maria dei Bossi”, nel comune di Casalbore. Da qui per un tratto il tracciato della via corrisponde a quello di un tratto del successivo Tratturo Pescasseroli-Candela.
Superato il torrente della Ginestra (presso Ginestra degli Schiavoni), il percorso proseguiva fino alla località della Malvizza, presso Montecalvo Irpino attraversando il ponte “Santo Spirito” e quindi ad Aequum Tuticum, presso Ariano Irpino.
La strada poi proseguiva attraverso Aecae (Troia), Herdonia (Ordona), Canusium (Canosa di Puglia), Rubi (Ruvo di Puglia), Butuntum (Bitonto) e da qui proseguiva fino alla meta tramite due diversi tracciati: il primo dei due era la “via Appia-Traiana” lungo la costa che toccava Barium (Bari) ed Egnatia (presso Fasano); mentre la seconda alternativa virava verso l’entro terra, ovvero la “via Minucia Traiana”, che passava per Midunium (Modugno), Caelia (Ceglie del Campo), Capursi (Capurso), Axetium (Rutigliano), Noa (Noicattaro) e Norba (Conversano), per poi riunirsi alla costiera nei pressi di Egnazia. La strada proseguiva poi per terminare a Brindisi.
Oggi è possibile ammirare ancora alcuni tratti lastricati, in particolare nelle campagne pugliesi, come ad ad esempio nei pressi di Monopoli, a Bari, Trani, Giovinazzo e Ascoli Satriano sono invece conservate le colonne miliari che ne segnavano l’attraversamento. Negli anni a seguire fu costruito un ulteriore prolungamento della strada con la Via Traiana Calabra che giungeva sino a Otranto.
La via Traiana ad Egnazia, nei pressi di Fasano in Puglia.
La via Traiana ad Egnazia, nei pressi di Fasano in Puglia.

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