Tarraco

Situata nella Spagna orientale, l’antica città di Tarraco, oggi Tarragona, si trova sulla costa mediterranea, posizionata su di un’altura affacciata sul mare.

Tarraco, l'anfiteatro
Tarraco, l’anfiteatro

Tarraco, la storia:

Già a partire dal V sec. a.C., troviamo nel luogo notizie di un centro fortificato iberico appartenuto alla tribù dei Cessetani, ma le origini vere e proprie di un primo insediamento urbano risalgono alla seconda guerra punica. Nel 218 a.C., infatti una spedizione romana sbarcò nell’insediamento greco di Emporion, (odierna Ampurias), dirigendosi poi verso sud al fine di esplorare nuovi territori a nord del fiume Ebro. La spedizione romana veniva guidata dal militare e statista Gneo Cornelio Scipione, seguito in un secondo tempo dal fratello Publio, padre del ben più famoso “Africano” che si distinse a Zama un paio di decenni più tardi. I romani si insediarono immediatamente nell’oppidum indigeno, facendone diventare in poco tempo la più importante base militare in Hispania, l’insediamento di Tarraco prendeva così forma.

Collegata ai Pirenei dalla via Heraclea, che in seguito divenne la via Augusta, Tarraco in epoca repubblicana era molto probabilmente suddivisa   in un accampamento militare nella parte alta e in una zona residenziale nella parte più a valle, dove sorgeva l’antico villaggio iberico e il porto. La presenza romana, sia civile sia militare, si ampliò in poco tempo con l’arrivo nei nuovi territori conquistati di nuovi cittadini e commercianti. Di quest’epoca si conservano ancora oggi le mura, costruite presumibilmente intorno al 197 a.C., anno in cui venne istituita la provincia romana della “Hispania Citerior”, a metà dello stesso secolo le stesse mura vennero poi ampliate. Durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo, Tarraco si schierò dalla parte del conquistatore delle Gallie, ottenendo lo status di colonia nel 45 a.C., e prendendo il nome di “Colonia Iulia Urbs Triumphalis Tarraco”. Quasi venti anni dopo, per la precisione nel 27 a.C., Tarraco divenne la capitale della nuova provincia romana chiamata per l’appunto “Hispania Tarraconensis”. Negli anni 26 e 25 a.C., a Tarraco risiedette il primo Imperatore di Roma, Ottaviano Augusto, per dirigere da vicino le operazioni militari mirate alla sottomissione della Cantabria e delle Asturie, in quegli anni la città ricevette un forte impulso urbanistico con la costruzione del teatro e del foro cittadino.

In epoca imperiale, nel 73 d.C., alle province iberiche venne concessa la cittadinanza latina, fu così che in seguito ai vari cambiamenti amministrativi Tarraco venne dotata, oltre al vecchio foro cittadino già esistente, di un colossale foro provinciale a cui pochi anni dopo si aggiunse la monumentale costruzione del circo per la corsa dei carri.  Nel II sec. d.C. venne costruito anche l’anfiteatro di cui oggi rimangono importanti resti. Con il passare degli anni nel III sec. d.C., Tarraco subì le insicurezze e le incertezze del periodo, venendo saccheggiata dai barbari nel 260 d.C., per poi avere una ripresa successiva con la costruzione di nuovi edifici pubblici e la ristrutturazione di quelli già esistenti. Con lo sviluppo del cristianesimo  si installerano una grande basilica e un battistero sul luogo del martirio del vescovo Fruttuoso avvenuto nel 259 d.C.. Altri edifici ecclesiastici verranno poi costruiti in seguito tra cui una seconda basilica e un’ampia necropoli paleocristiana.  Nel tardo Impero dopo la conquista da parte dei Visigoti rimane tuttavia città di una certa importanza, come sede ecclesiastica arcivescovile e la conservazione delle installazioni portuali. Con la conquista degli arabi avvenuta nel 713 inizia invece un periodo di decadenza e abbandono.

Tarraco, le mura romane:

Le mura urbane furono edificate persumibilmente tra il 217 a.C. e il 197 a.C.. Costruite in opera poligonale erano alte circa 6 metri. Avevano un muro esterno e un muro interno, con un riempimento di terra e pietre, fino a raggiungere uno spessore complessivo di 4 metri e mezzo. Le mura di Tarraco furono probabilmente ampliate intorno alla metà del II sec. a.C., inglobando anche il porto e svolgendo, oltre che una funzione puramente difensiva per la guarnigione militare, quella di definizione dello spazio urbano, raggiungendo un perimetro totale di circa 4,5 km. Proprio in questa seconda fase le mura raggiunsero un’altezza di  ben 12 metri e uno spessore complessivo di 6 metri.

Tarraco, le mura romane
Tarraco, le mura romane

Tarraco, il circo:

All’interno del circo si svolgevano le corse dei carri e a Tarraco venne   integrato nel complesso monumentale del Foro provinciale alla fine del I sec. d.C., sotto il regno dell’imperatore Domiziano. Il circo di Tarraco aveva una lunghezza di circa 325 metri per una larghezza di 115. Le volte in muratura che sostenevano la cavea con i sedili, ospitavano i corridoi che permettevano l’afflusso e il deflusso degli spettatori e che si collegavano alle sostruzioni della soprastante piazza del Foro. La cavea era separata dall’arena da un muro alto circa 2 metri, che proteggeva gli spettatori dagli incidenti che di frequente accadevano durante le gare, ed era interrotta, in asse con il complesso superiore, dal cosiddetto “pulvinar”, la tribuna delle autorità. Su uno dei lati corti vi erano i cosiddetti “carceres”, le strutture di partenza per le gare. Il circo cessò di essere utilizzato nel V sec. d.C., quando alcune abitazioni vennero innalzate sulle sue strutture.

Tarraco, il circo
Tarraco, il circo
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