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Il Tempio del Divo Giulio

Il tempio del Divo Giulio, in un denario di Ottaviano
Il tempio del Divo Giulio, in un denario di Ottaviano
Primo romano ad essere divinizzato, Giulio Cesare venne onorato con la costruzione di un tempio nel Foro romano, un riconoscimento toccato solo a Romolo, leggendario fondatore della città.

Come tutti sappiamo Giulio Cesare fu ucciso durante una seduta del Senato tenutasi nella Curia Pompeia, nel Campo Marzio, dopo il delitto, il suo corpo fu trasportato nei pressi della Règia, sede del Pontefice Massimo, ruolo ricoperto dal dittatore stesso. In questo luogo venne allestita la pira funebre per la cremazione, e si ufficializzarono i funerali, in seguito proprio nel punto dove venne allestita la pira funebre, venne eretto un altare affiancato da una colonna recante l’iscrizione ” Parenti Patriae” (al padre della patria), per altro subito cancellata dal console Publio Cornelio Dolabella.

La costruzione del tempio vera e propria fu deliberata dal Senato nel 42 a.C, per iniziativa dei triumviri Ottaviano Augusto, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido, di ritorno dalla battaglia di Filippi dove gli assassini di Cesare vennero eliminati. Marco Antonio divenne il primo sacerdote attribuito al culto di Cesare.

L’edificio venne effettivamente costruito da Ottaviano Augusto, abbattendo alcuni edifici e modificando in parte la viabilità della zona, e dedicato a Cesare il 18 agosto del 29 a.C. . La cerimonia di dedica si svolse appena tre giorni dopo il trionfo meritato dall’Imperatore per la vittoria sulla regina d’Egitto Cleopatra nella famosa battaglia di Azio. Su alcune monete datate fra il 37 e il 34 a.C. è raffigurato il tempio del Divo Giulio, tant’è che in un primo momento si pensava che l’opera fosse stata completata proprio in quel periodo, facendo slittare di qualche anno la cerimonia della dedica a causa della guerra civile scoppiata fra Augusto e Marco Antonio, molti studiosi però sono concordi sul fatto che probabilmente l’edificio riprodotto era ancora incompiuto, si sarebbe trattato quindi di un’immagine a fine puramente propagandistica.

Del tempio di ordine corinzio rimangono oggi visibili solo alcuni fregi, nei quali si notano teste di Gorgone, e personaggi alati, i blocchi in cemento del podio sopra il quale si ergeva il colonnato, e una cella interna modificata negli anni dallo stesso Augusto, all’interno della quale spiccava un altare che oggi però è parzialmente visibile proprio a causa delle ristrutturazioni apportate dall’Imperatore stesso, e sopra al quale ancora oggi, dopo duemila anni, vengono deposti mazzi di fiori a ricordo di quello che fu a tutti gli effetti il primo vero Imperatore di Roma. La cella ospitava una statua dello stesso Cesare, raffigurato con una stella scolpita sulla fronte, in occasione della sua morte infatti fu vista una cometa, il cui passaggio fu considerato il segno della sua divinità. Oltre alla statua, all’interno della cella vi erano altre opere d’arte, una su tutte un quadro raffigurante “l’Afrodite sorgente dalle acque” mitica progenitrice della “Gens Iulia”, Nerone poi rimpiazzò il quadro che negli anni si era deteriorato. Il tempio era inoltre preceduto da una sorta di pedana rialzata per gli oratori, fu proprio da questa piattaforma che venne recitata l’orazione funebre per Ottaviano Augusto nel 14 d.C., i rostri delle navi sconfitte ad Azio completavano le decorazioni del tempio, anche se la posizione di questi è ancora oggetto di discussioni tra gli studiosi.

I fiori che turisti e gente comune ancora oggi porge sull'altare di Cesare.
I fiori che turisti e gente comune ancora oggi porge sull’altare di Cesare.

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